lunedì 5 marzo 2012

Il trenino della domenica

Conosco chi ha ancora vivo nelle sua memoria il ricordo del "Gamba del Legn", il tram a carbone che collegava Milano a Pavia, fermandosi - sbuffando nuvole di vapore - davanti alla chiesa di San Michele.
Mi racconta anche del conduttore che spronava il cavallo sul Viale della Certosa.
Questa carrozza portava i turisti, pressoché a passo d'uomo (anzi di cavallo), dalla fermata del tram a vapore sulla Strada Statale dei Giovi, superando la chiusa sul naviglio e percorrendo il rettilineo alberato, fino al piazzale del Monumento.
Poi, dopo questa tappa, proseguiva la propria folle corsa che, costeggiando il muro di cinta a nord, finiva con il capolinea in prossimità della stazione ferroviaria.
Così, avanti e indietro, respirando tutti gli odori delle campagne.



Sì al trenino per collegare castello e abbazia
BORGARELLO La giunta accoglie l’idea del trenino per collegare il castello Visconteo con il monumento della Certosa. Il progetto trova d’accordo la Provincia e i Comuni di Pavia, Certosa e Borgarello che insieme hanno deciso di fare rete, «puntando a realizzare un sistema turistico locale». «Abbiamo dato l’ok al passaggio sul nostro territorio – spiega il sindaco Nicola Lamberti –. Si tratta di una linea di trasporto ecocompatibile. Il progetto ha come obiettivo la promozione della nostra zona, dal punto di vista turistico e culturale». A collegare il castello Visconteo di Pavia all’abbazia, nei fine settimana, potrebbe essere il trenino Express che, partendo da Pavia raggiungerebbe l’Alzaia per poi arrivare a Certosa.
Stefania Prato
dalla Provincia Pavese del 3 marzo 2012

giovedì 1 marzo 2012

La realtà delle cose
(updated 29 febbraio 2012)

La successione cronologica delle notizie a volte fa perdere il quadro unitario d'insieme dei fatti. Gli articoli che leggiamo sono scritti da mani diverse e - senza disporre delle giuste chiavi di lettura - capita che l'interpretazione della realtà sia spesso difficoltosa.
La verità è composta di molti elementi ed è più complessa di come appare dopo la lettura dei quotidiani che spesso non va oltre alla superficie delle parole scritte. Molto spesso gli avvenimenti realmente accaduti sono diversi da come ce li siamo immaginati. Conoscere la provenienza e la paternità di quello che si legge chiarisce molti punti che possono risultare oscuri e dare adito a polemiche.
Tutto ciò, come ho già avuto modo di scrivere qualche giorno fa in questo post, è dettato dalla naturale parzialità che ognuno di noi ha. Sia ben chiaro che non voglio sindacare né sulla buona fede di alcuno né dare giudizi. Quello che mi interessa è cercare riportare le voci di chiunque e fare il quadro più completo possibile delle cose. In questo blog, non è un mistero, la cosa a cui tengo di più è dare risalto alle cose belle che ci sono qui a Certosa di Pavia e soprattutto valorizzare il suo Monumento. Mi sono sempre dichiarato appassionato amante di questi luoghi. Ho scritto molto, l'elenco è lungo, tanti miei post sono sui tesori custoditi in Certosa. Alcuni sono quelli del 18 ottobre 2009, del 4 luglio 2010, del 21 febbraio 2011 o quello tratto dal romanzo di Mino Milani che descrive la Certosa e i suoi Monaci. Altri invece sono legati a vecchi ricordi ed affetti personali.

Ma adesso torno ad esporre alcuni chiarimenti sul vero argomento di questo post: conservazione e gestione del Monumento della Certosa di Pavia.

Ognuno, si sa, tende a tirare l'acqua al proprio mulino. Sollecitato da chi mi ha posto domande sul significato di ciò che è stato scritto sulla Provincia Pavese il 22 febbraio, ho ricercato e confrontato altre posizioni e - per dare completezza, così come auspicavo nel mio precedente commento - reputo necessario ed indispensabile aggiungere un altro articolo: quello pubblicato il 9 febbraio 2012.
Questo riporta la cronaca - basata su fatti registrati dalla giornalista Stefania Prato che racconta fatti avvenuti e da lei sintetizzati - che forniscono un ulteriore e chiarificatore elemento che completa l'informazione.
Un giornalista è interlocutore che, ponendo domande e che analizzando le affermazioni che ascolta, ci permette di leggere una sintesi più imparziale dei fatti.
Nell'articolo del 22 febbraio, che peraltro è la trascrizione di una lettera inviata al quotidiano, viene indicato, giustamente, quale autore di tutto il testo un personaggio che si autodefinisce "storico dell'arte direttore del Museo della Certosa referente beni artistici Pavia". L'esame delle vicende narrate in questa lettera  raccontano quello che questa persona ha vissuto direttamente e - senza voler nulla togliere alla sua elevata competenza tecnica - descrivono la realtà da lei vissuta con autoreferenzialità non mediata da nessun interlocutore.

Niente monaci in commissione per la Certosa
Restauro del monumento, nasce la commissione tecnica. È stato deciso ieri nell’incontro sollecitato da Provincia e Comune e convocato dal demanio, proprietario della Certosa con il provveditorato interregionale per le opere pubbliche per la Lombardia e la Liguria, le soprintendenze e la Regione. Assenti invece i monaci. Della commissione faranno parte il demanio, la soprintendenza e il provveditorato. «I tecnici individueranno gli interventi prioritari – spiega il vicepresidente della Provincia Milena D’Imperio – esistono già alcuni progetti di restauro da cui si partirà. Comune e Provincia lavoreranno in sinergia». Anche il presidente della Provincia Bosone conferma che la certosa è in testa alle priorità provinciali. Resta il problema delle risorse. «Ognuno farà la sua parte – fa sapere D’Imperio -. Non si esclude la possibilità di ricorrere a sponsor privati, a cui però bisogna dare un ritorno sull’investimento in termini d’immagine». Pubblicità: come sulla Minerva, a Pavia, magari. Marcello Infurna, assessore comunale al turismo, precisa: «Nel prossimo incontro verrà definito un protocollo d’intesa. Certosa vuole decollare, ma è necessario lavorare in sinergia con i vari enti».
(Stefania Prato)
da "la Provincia Pavese" del 9 febbraio 2012

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Ovvero, cosà c'è dietro ai racconti della stampa.
Per esperienza ho imparato che bisogna fare la tara a tutte le notizie che sono date a mezzo stampa.
L'ho potuto verificare direttamente in altre situazioni.
Di frequente i giornalisti ascoltano il suono di una sola campana, senza preoccuparsi di indagare più a fondo e di svolgere il proprio lavoro con completezza.
Molte volte questo accade per semplice superficialità e senza che ci sia un intento di dichiarata parzialità.
Leggiamo e ascoltiamo le notizie senza approfondire.
"L'ho letto sul giornale", "l'ha detto il telegiornale", tanto ci basta e così i fatti diventano imprecisi e confusi. Le informazioni sono incomplete, ma chi se ne frega più della verità. Non c'è tempo di approfondire e capire.
Pazienza.
Tanti fatti sono accaduti diversamente da come ci sono raccontati.
Pazienza se chi si attribuisce il merito di tante cose non se lo meriti.
O forse no.

Certosa di Pavia - cortile e accesso alla Sala Cartusiana

La Certosa, il tavolo tecnico e le molte necessità di un monumento grandioso. 
Alcune precisazioni doverose sulla questione della Certosa che ha fatto discutere. Per prima cosa occorre dire che il tavolo tecnico di lavoro tra i vari enti esiste dal dicembre 2010, convocato dall’allora direttore del Demanio Lombardi con l'assessore Renata Crotti e le due Soprintendenze di settore e più volte ripreso fino all’ultimo del luglio 2011. Ogni ente aveva dal gennaio 2011 preso precisi impegni, dettati dalle urgenze su vari fronti. Inderogabili sin da allora la sistemazione del parcheggio esterno e la riapertura del bar chiuso da più di un anno. Noi abbiamo fatto collocare a spese nostre pannelli Mirabilia, in fondo al viale, e in altri punti strategici, sin dal dicembre 2010. Benissimo ripartire ora. Intanto la Soprintendenza che ha in carico lo splendido Museo ha incaricato - dal febbraio scorso - un collaboratore di redigere un progetto di illuminotecnica delle cappelle della chiesa, e soprattutto di revisione e messa a norma dell'impianto elettrico di tutto il monastero, cui non si poneva mano da più di vent'anni, e segnalato come urgente sin dal primo tavolo del gennaio 2011. Su questo progetto di illuminotecnica, in seguito all'approvazione della commissione, si auspica possa investire anche una banca pavese. Nel 2011, oltre agli eventi mensili nella sala Cartusiana, e oltre a un convegno internazionale sulla terracotta rinascimentale che ha richiamato studiosi e pubblico in Certosa, e ad un concerto natalizio, nello studiolo affrescato del Museo, e alla programmazione prevista per quest'anno, la Soprintendenza beni artistici si è accollata parte dell'intervento di somma urgenza di 55mila euro, insieme alla Direzione regionale per i beni culturali, per l'intervento impianto di allarmi e antincendio messo ko dal fulmine di fine marzo, pur di far fronte all'agibilità. Se non si fosse intervenuti la Certosa sarebbe chiusa dal primo aprile 2011. Si scrive questo non certo per polemica, sapendo bene come tutti gli Enti siano carenti di fondi, ma per precisare che i compiti assegnati mensilmente dal tavolo, non sono tanto stati per così dire svolti. Sin dall'anno scorso si erano evocati sponsor privati e soprattutto il ri-inoltro ad Arcus di un progetto globale su impianti, bagni interni al complesso certosino, consolidamento dei chiostri, dipinti murali della chiesa. Si era già steso da parte delle due soprintendenze un elenco di interventi urgenti sia di carattere architettonico sia sul patrimonio artistico. Per tenere aperto il Museo la SBSAE di Milano ha investito 40mila euro. Per pulizie e manutenzione Museo: 4500 euro l'anno; costi per la collaborazione di un Ufficio tecnico per il Museo: 3500 euro l'anno; oltre all'opera di volontariato di che scrive. Circa la valorizzazione scientifica di tutto il patrimonio artistico sia della Chiesa sia del museo, a luglio scorso si è avviata e già conclusa in dicembre una catalogazione digitale di tutte le opere, con le riproduzioni fotografiche a colori, nell'ambito del progetto Musei d'Italia, voluto dal Mibac, e la Certosa è stata scelta tra 7 monumenti lombardi, e queste 700 schede digitali saranno consultabili on line dal prossimo aprile, nel sito dedicato alla Certosa e Museo, realizzato con il coordinamento della Direzione Regionale. Questo è un grosso contributo alla valorizzazione e divulgazione del patrimonio certosino, non più solo confinato ai libri specialistici,ma fruibile da chiunque e ovunque, ed è un'altra offerta non solo a Pavia ma alla comunità, che se pagata all'esterno del Mibac avrebbe richiesto un costo elevato. Per l'estate è prevista una Mostra sulle fotografie storiche di fine Ottocento - inizi Novecento che riproducono la Certosa, unita ai percorsi degli scrittori stranieri che descrivono ammirati quel gioiello del Rinascimento lombardo *storico dell’arte direttore del Museo della Certosa referente beni artistici Pavia.
da "La Provincia Pavese" del 22 febbraio 2012

uno dei pannelli Mirabilia

martedì 28 febbraio 2012

Un albero per ogni bambino che nasce
(updated 28 febbraio 2012)

2° aggiornamento - notizie al 15 febbraio 2012

Ho iniziato questo post l'anno scorso ed ho deciso di tenerlo aggiornato con una certa costanza. Periodicamente pubblicherò questi aggiornamenti, nella speranza che questa goccia possa contribuire a scalfire la pietra dell'indifferenza. Forse è impossibile inventare altre iniziative - ad un costo così irrisorio - che abbiano la stessa forza di far diventare più vivibili le nostre città e i nostri paesi.


Borgarello - reportage della 1° festa dell'albero
Mede, la gestione del parco affidata al Gruppo scout
Il gruppo Scout Agesci Mede 1 si occuperà della manutenzione e della gestione del parco Baden Powell di viale Linda Lucotti fino al 31 dicembre prossimo. L’affidamento della gestione agli Scout medesi è coerente con gli obiettivi del Comune, che intende avvalersi dell’iniziativa dei cittadini per la gestione delle strutture secondo il principio di sussidiarietà. «Il gruppo Agesci, oltre a non avere fini di lucro, ha tra i suoi scopi statutari la formazione della persona nel tempo libero e nelle attività extrascolastiche, secondo i princìpi e il metodo dello scoutismo ideato da Baden Powell», spiega il sindaco di Mede, Lorenzo Demartini. Inoltre, il Comune ha assegnato il servizio di apertura, chiusura e custodia del castello Sangiuliani e di altri locali comunali di uso pubblico in occasione di mostre ed eventi per il 2012. L’incaricato del servizio è la ditta individuale artigiana di pulizie di Albina Cotta Ramusino di Mede. (u.d.a.) 
dalla "la Provincia Pavese" del 15 febbraio 2012
il Parco Nuovi Nati di Mede ora diventato Parco Baden Powell

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1° aggiornamento - notizie al 28 aprile 2011

Grazie all'impegno profuso dal gruppo scout Mede 1, il Parco Nuovi Nati di Mede è diventato il Parco Baden Powell.

Il Parco Nuovi Nati diventa Baden Powell
Da domenica scorsa [17 aprile 2011] il Parco Nuovi Nati, che si trova tra la ferrovia e il camposanto, ha cambiato nome. Con una cerimonia pubblica, molto partecipata, l’amministrazione comunale ha ufficialmente inaugurato il parco Baden Powell, storico fondatore del gruppo scou...t. La scelta dell’intitolazione, peraltro, non è casuale: all’interno dell’area verde, infatti, troverà spazio anche la sede operativa del Gruppo Scout 1, molto attivo a Mede. “L’intendimento dell’amministrazione - spiega il vice sindaco Stefano Leva — era quello di trovare uno spazio per gli scout, che già da tempo si servivano del parco Nuovi Nati per le loro attività. L’area da tempo necessitava di un corposo intervento di recupero: nel 2009, anno dei festeggiamenti per il centenario della nascita di Baden Powell, di comune accordo con gli scout, abbiamo deciso di intervenire sull’area per poterla consegnare al gruppo”. Le opere di sistemazione del parco, hanno interessato soprattutto il problema dell’umidità, risolto grazie ad un rafforzamento delle rive del fosso che scorre per tutta la lunghezza del parco. “Oltre a quello — prosegue il vice sindaco — abbiamo anche posato un ponte sul torrentino, steso la ghiaia su tutti i camminamenti pedonali, realizzato una piccola struttura per gli scout e provveduto a dotare il parco ‘di un impianto di illuminazione, che hanno dato nuova veste al parco, che sono certo gli scout sapranno far rivivere”. (L.C.)
da "Il Settimanale Pavese" del 28 aprile 2011

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Gli alberi sono elementi vitali dell'arredo ecologico dei nostri paesi e città. Sono fornitori gratuiti di “servizi ambientali” essenziali. Un albero è un "depuratore" naturale e fornisce aria, ombra, frescura, varietà estetica,  paesaggistica e tanto altro ancora. Ogni singolo albero è in grado di fornire abbastanza ossigeno per dieci persone e può assorbire, secondo le dimensioni, da 7 a 12 kg. di emissioni di CO2 all’anno. Gli alberi riducono l’inquinamento acustico e possono fare risparmiare fino al 10 % dei consumi energetici.

Gli antichi Romani tutelavano e adoravano gli alberi anche per motivi religiosi ed era consuetudine consacrare i boschi al culto delle loro divinità. Anticiparono le odierne “feste degli alberi”. In epoca romana il 19 e 21 luglio era celebrata la "Festa Lucaria", che era dedicata ai boschi, alle loro divinità e, in particolare, agli alberi che venivano lasciati intatti dopo il disboscamento di un'area (lucus).

Era il 1872 quando, negli Stati Uniti, il Governatore dello Stato del Nebraska, decise di dedicare una giornata dell'anno alla piantagione di nuovi alberi: questo giorno fu chiamato Arbor day.  Questa fu una risposta concreta ai gravi disastri naturali, causati dai grandi disboscamenti che interessarono quei territori. Da allora, ogni anno, l’ultimo venerdì d’aprile negli Stati Uniti d'America si organizzano eventi e manifestazioni speciali durante le quali si piantano nuovi alberi. Si calcola che l'anno scorso - solo in questa giornata - siano stati piantati negli U.S.A. almeno 8,7 milioni di alberi.

Nella seconda metà dell'Ottocento in Italia si iniziò ad educare la popolazione più giovane al rispetto e all'amore verso la natura, in particolare verso gli alberi. Nel 1898, fu celebrata la prima "Festa dell'Albero" per iniziativa del Ministero della Pubblica Istruzione. I Comuni furono invitati a fornire alle scuole rurali un campo scolastico. Nel 1923 la festa fu regolata con la “Legge forestale”. Nel 1951 il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste stabilì che questa si dovesse svolgere il 21 novembre di ogni anno, con la possibilità di spostare questa data al 21 marzo nei comuni di alta montagna. La celebrazione si è svolta a livello nazionale fino al 1979, quando fu delegata alle Regioni che provvederono a organizzare gli eventi celebrativi a livello locale. Evidentemente la sensibilità ambientale in Italia non così fortemente "radicata", perchè, nel 1992 fu emanata una legge che stabiliva nuove regole per la "Festa degli alberi", la Legge 113. Con questa legge, l'allora ministro Rutelli (eletto nelle liste dei Verdi) volle collegare la piantumazione di alberi alle nuove nascite di bambini. Si sarebbe così dovuto piantare un nuovo albero per ogni bambino nato. Infine, nel 2010, il Governo ha cambiato nome alla “Festa degli Alberi”, chiamandola “Giornata nazionale degli alberi” che si deve tornare a svolgere il 21 novembre di ogni anno.

La normativa che è rimasta comunque vigente è quella del 1992, che prevede l'obbligo per i comuni di piantare un albero per ogni registrazione anagrafica di un neonato residente. Durante la “Giornata Nazionale degli Alberi” le istituzioni scolastiche devono curare, in collaborazione con i Comuni e con il Corpo forestale dello Stato, la messa a dimora di piantine, con particolare riferimento alle varietà tradizionali dell’ambiente italiano e preferibilmente di provenienza locale. Il nuovo albero deve essere piantato entro 30 giorni dalla nascita del neonato e il Comune deve informare la famiglia sul luogo esatto in cui l’albero è stato piantato. I Comuni hanno anche l'obbligo di fare un censimento degli alberi piantati nelle aree pubbliche. Un altro punto importante è l'esenzione dalla TOSAP (Tassa di occupazione del suolo pubblico) delle aiuole realizzate negli spazi vicini ai pubblici esercizi. La legge disciplina anche i contratti di sponsorizzazione. Le amministrazioni pubbliche possono far rientrare, fra le iniziative che possono essere sponsorizzate, quelle finalizzate all’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica dall’atmosfera con l’incremento e la valorizzazione del patrimonio arboreo delle città. Infine il Sindaco, due mesi prima del termine del proprio mandato, dovrà rendere pubblico il “bilancio arboricolo” del Comune, evidenziando il rapporto fra gli alberi piantati dall’inizio alla fine del ciclo amministrativo.

Questa legge - che è in vigore da quasi vent'anni - si prefiggeva una cosa abbastanza semplice che però non sembra essere stata realizzata in modo completo e preciso da tutti. Se fosse stata correttamente applicata in tutta l'Italia, ci sarebbro tanti nuovi boschi in ogni piccolo e grande comune. In molti comuni lo si è fatto anche con un certo impegno e visibiltà, in tanti altri no. A Certosa di Pavia sono stati piantati gli alberi previsti dalla legge 113 e sono stati assegnati ai nuovi nati? Questo era ed è solo l'impegno minimo previsto. Non penso che ci possano essere stati impedimenti di natura economica, perchè i nuovi alberi erano e sono a costo zero per le casse comunali. L'assegnazione nominativa della nuova pianta al bambino è poi solo un gesto di sensibilità ambientale - gratuito - oltre che un obbligo di legge. Forse, rispetto a tanti altri grandi problemi, questa è una piccola cosa, ma anche questa ha la sua importanza.

Certosa di Pavia - Parco pubblico di Via Copernico / Via Segrè