Finalmente libera! #cecilialibera Da queste parole recentemente da lei pubblicate si capisce il perchè di tante cose.
mercoledì 8 gennaio 2025
Il patriarcato a Tehran
domenica 24 novembre 2024
The Hillbilly Thomists
Il nome della band fa riferimento a una lettera dell'autrice Flannery O'Connor. Leggeva spesso la Summa Theologica di Tommaso d'Aquino e credeva che i suoi lettori avrebbero dovuto pensare a lei non come a una "nichilista hillbilly" ma come a una "thomista hillbilly".
Austin Litke e Thomas Joseph White, entrambi frati domenicani, fondarono la band e inizialmente suonarono musica tradizionale irlandese. La band si espanse fino a comprendere Litke, White e altri otto fratelli domenicani nel 2017.
Pubblicato nel dicembre 2017, The Hillbilly Thomists è l'omonimo album di debutto dei frati, che ha trascorso oltre due mesi nella classifica bluegrass top-ten di Billboard, raggiungendo il picco al n. 3.
Il brano Poor Wayfaring Stranger rimane ancora la canzone più popolare degli HT su Spotify.
martedì 7 febbraio 2023
Supereroi
Mr. Rain è un altro dei nuovi arrivati di #Sanremo2023 , presenta "Supereroi", dove spicca il coro dei bambini in una canzone che parla di due persone che scelgono di affrontare insieme le avversità e guarire così le loro ferite.
🇮🇹Mr. Rain es otro de los debutantes de #Sanremo2023 , presenta "Supereroi", donde destaca el coro infantil en un tema que trata sobre dos personas que escogen afrontar la adversidad juntos y curar así sus heridas. pic.twitter.com/EEQ9bINYpY
— ESCplus España 🇪🇸 | Noticias de Eurovisión (@escplus_es) February 7, 2023
mercoledì 5 ottobre 2022
Il Papa, la Crisi Ambientale e i Leader in Prima Linea
#LaudatoSiFilm
lunedì 14 febbraio 2022
La morte, la vita - Blu Celeste (Blanco)
Un brano che in tanti hanno definito intenso e inaspettato. Forse perché parlare di morte, lutto e sofferenza non è mai immediatamente associabile alla spensieratezza che ci si può aspettare da un rapper di appena 18 anni.
Niente di più sbagliato perché gli anni che Blanco sta vivendo sono gli anni della sensibilità estrema. La cosa difficile da fare è trasformare questi sentimenti in qualcosa di concreto come una canzone. Ed è proprio qui che sgorga il talento, quando c’è. Pochissimi giorni dopo il 10 settembre 2021 - pubblicazione del brano - l'album che lo contiene è in cima alla classifiche di Spotify.
Con le sue parole in rima dice di avere 16 anni, per cui è probabile che abbia scritto questi versi almeno un anno prima di lanciare il disco. Blanco, cresciuto ascoltando Dalla, Battisti e Pino Daniele, in “Blu Celeste” nel testo elabora un lutto. Non si sa chi sia la persona morta. Forse Celeste, come il nome tatuato anche sul ventre di Riccardo - evidente nel videoclip - come sembra accennare nel brano. Forse no. Parla di un fratello, qualcuno più grande.
Ma non è importante capire chi sia il soggetto a cui sono rivolte queste rime. Quello che colpisce forte è che i versi cantati sono l'evidente frutto di un lungo e sofferto percorso interiore. Sono la sofferenza dell’artista nell'accettare la morte, farsene carico e raccontarla. E sono anche lo strumento per sconfiggere l’agonia di portare un peso rimasto dentro per molto tempo e mai sfogato.
Ma ora, finalmente, esce allo scoperto con tutta la sua struggente forza e intensità.
TESTO
Quando il cielo si fa blu Penso solo a te Chissà come stai la su Ogni notte È blu celeste, è blu celeste è blu celeste il cielo è blu come il tuo nome blu come l’inchiostro di sta penna che scrive parole senza pensarle e io non posso starne senza ho la ragione che rallenta ogni mio senso di colpa e non c’è un mostro che la tolga da me e mi metterò al riparo mentre imparo ad accettarlo che se il tempo lo ha già fatto ora sei un mio ricordo un mio ricordo immaginario del fratello che vorrei nato nel mese di acquario sarei il pesce e tu lo squalo siamo grandi per sognare tu saresti maggiorenne io ormai sono un sedicenne vado per i diciassette festeggerò da solo un altro compleanno di merda Quando il cielo si fa blu Penso solo a te Chissà come stai la su Ogni notte È blu celeste è blu celeste è blu celeste Quando il cielo si fa blu Penso solo a te Chissà come stai la su Ogni notte È blu celeste è blu celeste è blu celeste Avevo un peso dentro un peso da levare ci ho messo un pezzo a raccontarti sotto le luci di questa camera tutto un disastro, doveva essere tutto perfetto tipo, luci spente vorrei scriverti al buio tipo, nhanhanha luglio tipo, scriverti senza volerlo tipo, nhanhanha bisbiglio tipo, nhanhanha buio al buio Quando il cielo si fa blu Penso solo a te Chissà come stai la su Ogni notte È blu celeste è blu celeste è blu celeste Quando il cielo si fa blu Penso solo a te Chissà come stai la su Ogni notte È blu celeste è blu celeste è blu celeste Music video by BLANCO performing Blu Celeste. An Island Records release; © 2021 Universal Music Italia Srl
venerdì 24 settembre 2021
Diego Bianchi intervista Greta Thunberg
domenica 1 agosto 2021
L’oscuro dramma del monaco recluso (Reperti 58: Angelini alla Certosa di Pavia)
Mirabile per il tono di ferma malinconia, derivato da paziente frequentazione unita a una erudizione discreta, che sa di cara memoria più che di studio, per il ricordo conservato di una visita estiva con Ada Negri (e del «nostro pane e della nostra frittata» con cui «s’andò a fare un po’ di cena in un alberguccio poco discosto, tra i campi e i fossi»), per lo sguardo sereno che accompagna le informazioni («guardo i monumenti come guardo gli alberi, solo per rallegrarmi»), e per un’improvvisa apertura sul chiostro grande, la cui immagine bucolica cede a poco a poco il passo a una considerazione tanto vera quanto appena accennata:
«Dai portici… si passa al chiostro grande: un gran campo che secondo le stagioni, s’annunzia con sapore d’erba o di fieno, circondato con alti portici a vela e dove, staccate una dall’altra, s’allineano le ventiquattro celle dei monaci. Piacerebbe vederne uscire uno da una. Ma da troppo tempo la Certosa, che pure è ancora piena della loro presenza, è senza certosini; fuor quello dipinto (e par vivo) dal pio Bergognone su una parete interna del tempio, nell’atto d’affacciarsi a una finestra a dare il benvenuto ai visitatori che arrivano da ogni paese.
«E qui, tacendo la bellezza un poco provocante dell’arte, la Certosa torna natura; e nel gran silenzio, che è lo spazio in cui l’anima ha bisogno, il visitatore ritrova il senso intimo e religioso del monumento: cella, coelum, secondo la parola di Caterina da Siena.
«Anni fa, sull’architrave d’una cella lessi un motto propiziatorio: Pax multa in cella. E, sotto, scritta in un secondo tempo, un’altra parola che pareva rispondere alla prima: Si est in corde. Scritta da qualche visitatore impietoso o dalla stessa mano dell’ospite? E, per un momento, nel balenio dell’oscuro dramma del monaco recluso, mi parve che tutta franasse la grande serenità del monumento.»
Per una curiosa coincidenza, poco prima avevo letto una frase di un eremita contemporaneo che all’improvviso è risuonata in singolare consonanza con le parole di Cesare Angelini. Un brevissimo appunto di Frédéric Vermorel che si mette in guardia dall’«idolatria dei luoghi»: «La vocazione non coincide mai con il luogo, neppure per il monaco benedettino che fa voto di stabilità. La vocazione è sequela, sradicamento»2.
La bellezza dei luoghi monastici, il fascino delle valli remote, delle isole, del chiostro grande della Certosa di Pavia e di tutti i chiostri, della cella: tutte cose che rinfrescano solo il visitatore in fuga dal caos cittadino o segni di qualcos’altro?
______
- Cesare Angelini, Questa mia bassa (e altre terre), All’Insegna del Pesce d’Oro 1970, seconda edizione accresciuta 1971
- Frédéric Vermorel, Una solitudine ospitale. Diario di un eremita contemporaneo, prefazione di G.M. Bregantini, Edizioni Terra Santa 2021, p. 136.