mercoledì 1 giugno 2011

Ne vale la pena (Armando Spataro)

Lunedì sera Armando Spataro ha descritto episodi che non ho mai dimenticato. Anch'io ho una certa età. Milano degli anni '70 era la mia vita di adolescente. Il racconto fatto sembra provenire da un'altra dimensione. Da un'epoca lontana, per molti, nel tempo e nello spazio. Il suo racconto è denso di aneddoti e particolari, non si ascoltano le fredde cronache giornalistiche di Brigate Rosse, di magistrati uccisi, di terrorismo internazionale. Il suo racconto è lucido e vivo, è pieno di particolari che danno spessore a queste pagine di storia vissuta in prima persona.

Negli anni '70 ero adolescente a Milano. Piazza Po. Parrocchia del Gesù Buon Pastore (G.B.P. per gl'intimi). Gruppo ASCI Milano XIX Martin Luter King, squadriglia Aquile. Ero scout. Gli amici erano la cosa più importante e c'erano giornate in cui non ci si poteva incontrare perché non ci si poteva muovere liberamente. I genitori erano assillanti. Dove vai? Con chi sei? Chi vedi? Non c'erano telefoni cellulari e le notizie non circolavano con la velocità di oggi. Anche i genitori meno ansiosi si preoccupavano di quello che si sentiva dire dal passaparola e dalle radio, dalle quali capitava spesso di ascoltare la cronaca di morti ammazzati. Erano appena nate le prime radio private in FM, con bassi costi di impianto e gestione. Le radio private, che all'epoca erano quasi illegali perché senza vere e proprie licenze, erano quello che oggi si può paragonare ad internet. Le radio private erano il nuovo mondo. Erano l'ultima frontiera della comunicazione. Potevi telefonare e andare in onda senza "filtro". A Radio Milano Centrale e Radio Milano Libera si poteva ascoltare la musica che non avevi mai sentito alla radio pubblica. A Radio Stramilano potevi chiacchierare anche di notte e chiedere la tua musica preferita. Andavo agli studi di Radio A, la radio della diocesi, dove lavorava un amico scout. Le radio libere facevano anche informazione. Molte facevano anche propaganda politica. Radio Popolare a sinistra, Radio University a destra.

A volte mi è capitato di trovarmi in situazioni che oggi sono impensabili.

Il ricordo assomiglia ad un sogno. E tutto ciò che accade lascia il segno. 

Per andare e tornare da scuola prendevo i mezzi pubblici. Un sabato mattina c'era una manifestazione in centro. Capitava spesso in quegli anni. Quella mattina non circolavano i tram e si torna a casa a piedi. Non c'era traffico e camminavo sempre di buon passo; ero scout, ci ero abituato. Come al solito cercavo di percorrere la strada più breve e veloce. Passai, come al solito, da Via De Amicis. Come al solito ascoltavo con attenzione i rumori lontani. Sentivo, in lontananza, i rumori di una manifestazione. A tutto ci si riesce ad adattare e abituare. Poi, col tempo, ti rendi conto che non si trattava di cose proprio così "normali".

Tornato a casa, come al solito, accesi la radio e cercai di capire, sintonizzandomi sulle varie stazioni, cosa fosse accaduto. Non c'erano tante possibilità di avere notizie se non ascoltare le radio libere.

Era il 14 maggio del 1977 e solo alla sera si ebbero le notizie ufficiali dalla RAI che confermavano quello che avevo già sentito nel pomeriggio. Dopo circa mezz'ora da dove ero passato quella mattina, proprio lì, in Via De Amicis, il poliziotto Custrà era andato incontro alla morte. Quel corteo non doveva passare di lì.

Quel poliziotto non aveva nessun motivo per morire così. Nessuno può morire così.

Ma tutto si sedimenta dentro e quello che resta è la ferma consapevolezza è che ricordare queste cose ne vale, veramente, la pena.

La serata è stata moderata dall'avv. Luca Milani, dottorando di Procedura Penale presso
l'Università di Pavia e allievo del compianto giurista e professore Vittorio Grevi.
Incontro con il procuratore Armando Spataro
Il gruppo scout AGESCI Pavia 4, in collaborazione con la comunità Casa del Giovane, ha organizzato, nel Salone del terzo Millennio in via Lomonaco 43, un incontro con Armando Spataro, procuratore della Repubblica aggiunto del tribunale di Milano.
La serata sarà l'occasione, oltre che per presentare il libro "Ne valeva la pena", scritto dal magistrato, di parlare di costituzione, diritti e giustizia. Si toccheranno vari temi, dal caso Tobagi, alle Brigate Rosse, alla 'ndrangheta al Nord, ripercorrendo gli ultimi trent'anni di storia giudiziaria italiana. Il libro di Spataro ha come spina dorsale l'inchiesta sul caso Abu Omar, l'imam egiziano che venne sequestrato a Milano il 17 febbraio del 2003 dai servizi segreti americani in accordo con esponenti dei servizi italiani. Abu Omar fu poi trasferito al Cairo e lì sottoposto a torture per estorcergli informazioni: come il Parlamento Europeo e il Consiglio d'Europa hanno dichiarato, le indagini compiute in Italia lo hanno reso il caso meglio documentato di abusi compiuti in nome della lotta al terrorismo. La vicenda Abu Omar - con molti retroscena svelati in queste pagine - è una delle tante inchieste svolte da Armando Spataro in 34 anni di attività professionale, dalle indagini sulle Brigate Rosse e Prima Linea a quelle sulla 'ndrangheta trapiantata in Lombardia, per finire con quelle sul terrorismo internazionale. Armando Spataro racconta il suo impegno e quello di tanti altri colleghi a difesa della Costituzione, ripercorre ragioni e contenuti delle leggi ad personam. Una storia popolata di ricordi dolorosi e di facce ambigue, ma anche di persone amate e di esempi di coerenza, fino al sacrificio della vita.

giovedì 26 maggio 2011

Il Canto degli Italiani (2)

Il Nabucco è un componimento poetico scritto dal poeta Temistocle Solera che Verdi musicò. La vicenda narra la storia del popolo ebraico e della loro prigionia nell'antico Egitto dei faraoni.

La storia narrata nell'opera, in estrema sintesi, è questa:
Gli Ebrei a Gerusalemme si lamentano per il loro destino perché sono stati sconfitti dal re di Babilonia, Nabucco. Zaccaria, pontefice di Gerusalemme, cerca di risollevare l’umore degli Ebrei.
La figlia del faraone, Fenena, viene catturata e controllata da Ismaele, nipote del re di Gerusalemme.
Lei, però, si innamora di Ismaele e anche lui di lei. Cercano di fuggire insieme. A rovinare il loro piano ci pensa l’altra figlia di Nabucco e anche lei innamorata di Ismaele, Abigaille, che scoprendo la loro fuga minaccia Fenena. Fenena si converte all'ebraismo e, diventata governatrice della città di Gerusalemme, libera tutti gli schiavi ebrei.Abigaille entra con la forza in Gerusalemme con un piccolo esercito.
A questo punto arriva il faraone che riprende la corona e maledice il Dio degli Ebrei.
Appena dice queste parole viene però fulminato e cade a terra.Abigaille prende la corona, si dichiara nuova regina e condanna a morte tutti gli Ebrei.
Nabucco sa che così morirà anche sua figlia Fenena e si converte anche lui all'ebraismo pregando Dio di aiutarlo. 
Una parte dell’esercito quando vede che Nabbuco sta di nuovo bene lo aiuta contro Abigaille.
Nabucco riprende la corona e Abigaille si avvelena chiedendo perdono. Zaccaria predice che Nabucco governerà su tutti i popoli della terra.
L'opera è del 1842 e solo in seguito all'unità d'Italia, gli esponenti del risorgimento e il popolo videro in questo canto i sentimenti in cui identificare la loro ribellione alla dominazione austroungarica.

La famosa aria cantata dal popolo ebraico è una sorta di preghiera che rivolge verso la loro Patria, la famosa terra promessa.

Va, pensiero, sull'ali dorate;

va, ti posa sui clivi, sui colli

ove olezzano tepide e molli
l'aure dolci del suolo natal!
Del Giordano le rive saluta,
di Sionne le torri atterrate.
Oh, mia patria sì bella e perduta!
Oh, membranza sì cara e fatal!
Arpa d'or dei fatidici vati,

perché muta dal salice pendi?

Le memorie nel petto raccendi,
ci favella del tempo che fu!
O simile di Solima ai fati
traggi un suono di crudo lamento,
o t'ispiri il Signore un concento
che ne infonda al patire virtù!
In molte occasioni questa aria è stata proposta come inno nazionale italiano, e c'è chi dice che "se nell'Ottocento lo si cantava a Milano o a Pavia era per invocare l'unità e la libertà della Patria Italiana."

Chi afferma ciò è Lucio Toth che - in Friuli, a nome della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati - rincara e continua affermando che "in fatto di italianità e di venezianità non accettiamo lezioni da nessuno, perché ne siamo maestri. Nelle nostre cerimonie cominciamo sempre con l'Inno di Mameli, e concludiamo sempre i nostri incontri, tristi e lieti, con i nostri figli e nipoti intonando il Và pensiero. Che è rivolto alla nostra Istria, al Quarnaro, alla Dalmazia, quelle sì - conclude - belle e perdute".

Comunque sia e comunque la si possa pensare, resta il fatto che l'Italia, unita da 150 anni, non ha ancora trovato una propria identità vera e "creduta" da tutti.
La dimostrazione è nella realtà che vediamo attorno a noi.

All'atto pratico, nella vita di tutti i giorni, non mi sembra vedere tutto questo attaccamento e dedizione alla nostra patria.

Penso a tutti i miei compatrioti (si diceva così, una volta) che lavorano "duramente" e che "onestamente" evadono le tasse o eludono il fisco. E' da queste cose che si vede quanto questo "popolo italico" ami la propria patria.

E' in queste dimostrazioni di "affetto" al proprio personale tornaconto che essi dimostrano di non fregarsene nulla del "bene comune" per i propri connazionali.

Anche per questo è importante imparare a cantare in coro, tutti insieme, l'inno della nazione italiana.


E' per questo che serve ancora ribadire sui banchi di scuola questi concetti.

Forse un giorno saremo una nazione veramente unita da un ideale comune, non lo so, ma io ci credo ancora.
Certosa, gli studenti sul palcoscenico per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia
Uno spettacolo degli studenti delle scuole primaria e secondaria di primo grado per ricordare il 150º anniversario dell’Unità d’Italia. L’appuntamento è giovedì sera, alle ore 21,30, negli spazi dell’oratorio.
Negli spazi dell’oratorio verrà messa in scena «Va pensiero», rappresentazione che nasce dalla collaborazione dell’assessorato all'istruzione con l’istituto didattico comprensivo di Certosa. La manifestazione culturale si inserisce in un più ampio progetto, voluto dall'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Corrado Petrini, per coinvolgere sempre più i giovani nella vita del territorio. «E’ questo l’obiettivo con cui qualche anno fa è nato il consiglio comunale dei ragazzi - spiega l’assessore Maria Vittoria Sereni - è costituito da studenti che, non solo vogliono conoscere meglio i meccanismi della pubblica amministrazione, ma intendono anche partecipare in veste di protagonisti a manifestazioni ed eventi organizzati dal Comune».
A partecipare allo spettacolo, organizzato grazie all'aiuto degli insegnanti, saranno gli alunni delle quinte classi della scuola elementare. Con loro ci saranno anche gli studenti delle scuole medie di Certosa.
Stefania Prato

dalla Provincia Pavese del 24 maggio 2011

martedì 17 maggio 2011

Aspettando l'Expo 2015 (2)

Sempre a proposito di quello che dicevo a proposito dell'Expo 2015, aggiorno il mio precedente post e segnalo che, pur con le tante difficoltà in cui si trovano gli Enti Locali, soprattutto di natura economica, qualcuno, qui da noi - nel nostro "piccolo" - sta cercando di sfruttare le "occasioni" e dare un incentivo a chi crede ancora nella nostra Campagna Pavese e vuole che il turismo dell'Expo 2015 porti benefici anche qui.

Un personale augurio sincero va al nostro assessore Marcello Infurna, neo papà da pochi giorni.

per chi crede nel KM zero
Certosa in rete per puntare al turismo

CERTOSA. Pubblico e privato insieme per rilanciare il territorio. E’ questo l’obiettivo del Comune che punta a realizzare sinergie con imprenditori locali per valorizzare prodotti e strutture di eccellenza. E’ partito il portale «Certosa tourism» e il nuovo progetto sul turismo che vede insieme Comune, albergatori e ristoratori, ma anche una decina di realtà imprenditoriali del territorio. L’idea, partita dall’assessorato al turismo, è di realizzare un «sistema turistico locale», in vista dell’Expo 2015. Un modo per far conoscere le proprie imprese promovendo iniziative come quella di oggi per grandi e piccini, invitati a fare un tuffo nel passato, per scoprire la vita contadina di un tempo e conoscere i mestieri dimenticati. «C’era una volta la fattoria» è il tema dell’iniziativa ospitata dall’azienda agricola Oasi in via Samperone. Nella piccola frazione di Cascine Calderari, per l’intera giornata, si avrà la possibilità di rivedere la fattoria dell’ottocento. «Per tutta la giornata - spiega Paola Liberali, consigliere comunale - torneranno a vivere mestieri come quello dell’arrotino, del fabbro, la tessitrice, il vinaio, il falegname, la ricamatrice al tombolo e i bambini potranno divertirsi con i tradizionali giochi sull’aia. Sarà anche possibile degustare antiche ricette». Non mancheranno i prodotti a chilometro zero. «Ci sarà anche un mercatino con i prodotti agricoli del territorio», fa sapere Infurna ricordando che è a disposizione dei visitatori un carro trainato da cavalli nel parcheggio di via Grandi.
Stefania Prato
la Provincia Pavese del 15 maggio 2011

sabato 14 maggio 2011

Aspettando l'Expo 2015

Mancano meno di quattro anni all'appuntamento con l'Expo 2015.

Venerdì 1° maggio 2015 sarà la data dei festeggiamenti.

Chissà come riusciremo a farlo nella giornata dedicata alla Festa del Lavoro, festività mondiale, che intende ricordare l'impegno del movimento sindacale e i risultati raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori.

Per l'Expo stanno ancora decidendo tutto. E' appena partita (5 maggio 2011) una "gara assai importante sia per il valore economico che per gli effetti sull’avvio dei lavori" da sei milioni di euro per decidere quali progetti realizzare (!!!).

A tutt'oggi i preparativi per questo appuntamento sono alquanto deludenti.

"Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita". E' il tema dell'Expo 2015.

Se queste sono le premesse, penso che per nutrire il pianeta ci dovremo arrangiare in qualche modo.

Andando indietro con la mia memoria agli anni '80 mi ricordo che, per la preparazione del campionato mondiale di calcio 90, si iniziò con i cantieri circa quattro anni prima. Era febbraio del 1986 quando si iniziarono gli ammodernamenti di 12 stadi di calcio. Ammodernare quelli già esistenti e realizzare altre strutture nuove. Molte cose non furono realizzate in tempo utile. Molti cantieri (soprattutto alberghi e residence) non finirono mai i lavori. Mi ricordo di molti cantieri abbandonati. Non bisogna andare molto lontano, perchè qui vicino a noi, a Lacchiarella, c'è ancora una struttura mai terminata ed ancora abbandonata che lo testimonia, a distanza di vent'anni. Come l'ecomostro che a Zivido, frazione di San Giuliano Milanese, nell'aprile del 2008, fu demolito con la dinamite. Doveva essere un residence. Vuote strutture di cemento armato. Spreco di denaro e di risorse che hanno contribuito ad impoverire il nostro pianeta.

"Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita".

Quale pianeta dobbiamo nutrire e quale energia gli vogliamo dare?

Ora aspettiamo il 31 maggio per sapere come sarà "la verifica e la validazione dei progetti" per le opere di urbanizzazione e le infrastrutture della cosiddetta piastra ed il verde, oltre ai manufatti architettonici necessari alla realizzazione del sito di Expo 2015.

Potenza delle parole. La "cosiddetta piastra" (parole loro) altro non è che una enorme colata di cemento che si abbatterà sui terreni. Si calcolano almeno 1 milione di metri quadrati da edificare prima e dopo l'expo. Si tratta principalmente di terreni agricoli. Lì adiacenti ci sono anche quelli inquinati da precedenti insediamenti industriali che devono essere bonificati. E' una superfice enorme che viene sacrificata per un evento (siamo nell'era telematica) che è culturalmente antiquato e superato.

L'expo non darà nessuna risposta e nessuna novità tecnologica, ma si guarderà (forse) qualche vetrina mirabolante e multicolore (vedere l'ultimo expò di Shanghai per verificare) e si cercherà di "interpretare le sfide collettive cui l’umanità è chiamata a rispondere"

Il nulla condito col niente.

Le motivazioni (io le chiameri bugie) che ci hanno dato tutti é che questa manifestazione avrebbe dato una spinta alle iniziative e agli investimenti "collaterali". Belle e vuote parole. Uno specchietto per le allodole che ci ha abbagliato e che si è ormai inevitabilmente rotto. A fare gli affari (quelli veri) saranno i soliti noti, alla faccia del pianeta, che può aspettare i nostri porci comodi.



Naviglio, niente fondi alla navigazione 
PAVIA. Navigli, Po e Ticino: arriva l’Expo, ma Pavia non naviga. L’acqua continuerà a scorrere senza battelli turistici e chiatte che portino le merci. I progetti puntano a Cremona (dove si lavora a singhiozzo per aumentare i trasporti fluviali sul Po) o all’iDrovia che collegherà il Lago Maggiore a Milano. Fondi non ce ne sono più. Pavia non ne ha nemmeno per alzare il ponte di piazzale Sang Giuseppe, primo passo per rendere navigabile il Naviglio.

Pavia si scordi, per ora, il business sull’acqua. Il verdetto non scritto, ma fatto chiaramente intuire è arrivato dal convegno «Waterways forward» che si è tenuto ieri in Università, organizzato da Navigli lombardi, Comune di Pavia, Provincia e Camera di Commercio. Sono stati snocciolati numeri di tutto rispetto: l’anno scorso solo sul tratto lombardo del Po sono passati 100mila passeggeri e trasportate 2 milioni di tonnellate di merci. Poi ci sono i laghi e i Navigli. Ma nulla che riguardi la provincia di Pavia.
Alla fine della tavola rotonda, Claudio Repossi di «Navigli Lombardi» non ha molto da dire in proposito. Progetti molti a livello lombardo, pochi per Pavia e provincia. Anzi, l’unico depositato agli uffici è quello relativo al collegamento, via Naviglio, tra Pavia e Certosa, ma è fermo per mancanza di fondi. Non ci sono risorse neppure per alzare il ponte di piazzale San Giuseppe.
«Non solo c’è quel ponte in Pavia da alzare - spiega Repossi - ma si dovrebbe intervenire per adeguare due conche lungo il percorso, quella di Torre del Mangano e quella del Cassinino. Ponti a raso e conche chiaramente ostacolano il transito dei battelli e di altre imbarcazioni per il trasporto delle merci». Battelli che da qualche tempo cercano di fare la fortuna turistica di alcuni tratti dei Navigli (durante il convegno è stato detto che i Navigli sono tra le attrattive turistiche più forti, insidiano nelle preferenze lo stesso Duomo). Cinque le rotte turistiche attualmente attive e che saranno potenziate nei prossimi mesi, tutte fuori dai confini pavesi. La linea delle Conche a Milano, che parte dall’Alzaia Naviglio grande e si addentra in città. La linea delle Delizie sul Naviglkio Grande tra Boffalora Ticino e il Cobvento dell’Annunciata a Abbiategrasso. La linea della Martesana nella zona di Vaprio d’Adda. E la linea del parco del Ticino che collega Sesto Calende a Porto Torre. Questo è il tutto. Si cercherà di attivare per l’Expo l’Idrovia Lago Maggiore-Milano. Una dirigente della Lombardia non lascia speranze oltre. I tagli incombono.

dalla Provincia Pavese del 10 maggio 2011

«Manca l’accordo per i lavori»



PAVIA. Restano chiusi nel cassetto i progetti per rendere navigabile una parte del Naviglio pavese, la tratta che collega piazzale San Giuseppe a Certosa.
Gli studi sono due ed erano stati presentati dagli amministratori di Pavia e Borgarello, ma rimangono ancora in attesa di fondi.
«Bisogna attrarre investimenti privati», ha spiegato ieri Emanuele Errico, presidente della Navigli Lombardi, durante un convegno in cui si è parlato di una rete fluviale da valorizzare e promuovere, come prevede il complesso progetto «Waterways Forward» che punta all’utilizzo delle vie d’acqua e che coinvolge 17 partner in rappresentanza di 13 Paesi. E intanto si cercano finanziamenti per avviare e attuare un sistema di navigazione lungo il Naviglio pavese, opera idraulica, frutto dell’ingegno dell’uomo.
Contributi che per il momento non arrivano. «Abbiamo presentato un progetto di qualche milione di euro - spiega il vicesindaco Gianmarco Centinaio - è un piano di valorizzazione di una prima tratta di Naviglio che prevede l’abbattimento di infrastrutture, i ponti che si trovano all’altezza di piazzale San Giuseppe e di Borgarello. Ma Pavia potrà intervenire solo in un secondo tempo e per la parte di sua competenza che riguarda la riqualificazione del piazzale, spetta invece a Navigli Lombardi e al Villoresi trovare un accordo».
Insomma per rivedere le chiatte galleggiare sul canale che collega Pavia a Milano è necessario arrivare «ad una sinergia tra pubblico e privato», ha precisato Errico aggiungendo: «Il pubblico deve dettare regole chiare e catalizzare l’attenzione di imprenditori capaci di applicare modelli di sviluppo in grado di stare in piedi economicamente».
Ma è sulla valorizzazione dello straordinario patrimonio artistico e naturalistico che bisogna puntare per rilanciare un’economia in stallo. Ad esserne convinto è Giacomo De Ghislanzoni, presidente della Camera di commercio che ha sottolineato «il valore di questi preziosi corsi d’acqua che andrebbero resi navigabili».
«Bisogna pensare, anche in vista dell’Expo 2015, ad un piano complessivo di sviluppo turistico di un territorio particolarmente ricco di opportunità, dove natura e storia si intrecciano e possono essere capaci di attrarre migliaia di visitatori - ha sostenuto De Ghislanzoni - non dimentichiamo il nostro passato, il porto della nostra città». Le vie d’acqua possono costituire una possibilità di sviluppo, ma dev’essere fondamentale il contributo da parte delle comunità locali coinvolte, ha sottolineato Claudio Repossi della Navigli Lombardi.
«Migliorare la gestione delle vie d’acqua e renderle navigabili - ha affermato Repossi - significa incentivare l’economia dei territori limitrofi».
E la società che si occupa del sistema Navigli ha ricordato i 150 chilometri di rete fluviale costituita dai cinque Navigli che lambiscono 350 beni tra cascine, borghi rurali e ville di delizie. Un circuito turistico in cui ben s’inserisce il territorio pavese che vanta un consistente patrimonio architettonico, dalla Certosa al castello Visconteo a quello di Mirabello per poi toccare San Genesio, teatro della storica battaglia.
«L’obiettivo - ha spiegato Repossi - è quello di ragionare su un’ottica più allargata e sfruttare il tesoro naturalistico e artistico di questa provincia». «Un sogno che comincia partire», ha azzardato Edo Bricchetti (Inland Waterways International) che ha sottolineato l’importanza di inserire la nostra rete di vie d’acqua nel patrimonio dell’Unesco.
«Ne ha tutte le potenzialità per diventarlo - ha spiegato - La nostra scuola di ingegneria idraulica ha insegnato al mondo sistemi che poi ci sono stati copiati, un retaggio culturale di cui ci siamo facilmente dimenticati e che va recuperato perché può sviluppare turismo e dare lavoro ai giovani».
E i vantaggi per l’economia locale sono evidenti. Carlo Ferrè, presidente del Consorzio comuni dei navigli, ha sintetizzato l’esperienza di questi centri, partita nel 2004 con un progetto di valorizzazione del Naviglio che oggi porta 6mila persone, tra maggio a settembre, escluso agosto, a visitare i territori «con interessanti benefici economici».

Stefania Prato

sabato 23 aprile 2011

Fratellanza, Giustizia e Cittadinanza Attiva

Convegno Regionale Capi Scout AGESCI di Vigevano
riprese video di Andrea Sala
Articolo pubblicato su “Avvenire”

Educare i ragazzi all’accoglienza e alla cittadinanza: è stato questo il tema centrale della due giorni organizzata dal gruppo Agesci Lombardia sul tema "Misericordia e verità si incontreranno, pace e giustizia si baceranno", che si è tenuta nello scorso fine settimana a Vigevano.
L’incontro, che ha visto la presenza di circa trecento capi scout AGESCI dai 180 gruppi lombardi, fa parte del percorso elaborato dal Progetto regionale 2007-2011 "Sorridi e guarda lontano" nell’ambito della fratellanza e della cittadinanza attiva.
«Il nucleo del convegno è stato rappresentato da tre argomenti – spiega Alessandra Miracca, che ha curato l’organizzazione della due giorni di Vigevano – : si è discusso di fratellanza, di giustizia, di cittadinanza attiva. Nel pomeriggio del sabato i capi scout hanno potuto ascoltare le riflessioni proposte da Stefano Zamagni, professore ordinario di Economia Politica all’Università di Bologna, presidente dell’Agenzia Onlus e consultore del Pontificio Consiglio Iustitia et Pax, e da padre Lino Dan, gesuita, docente di esegesi biblica, attuale superiore della comunità di San Fedele a Milano e per anni direttore tecnico della Radio Vaticana, che ha alle spalle anche alcune esperienze scout».
Per tutti poi il confronto su come declinare gli input proposti dai relatori nella concreta esperienza quotidiana, confrontandosi a piccoli gruppi con altri esperti che hanno fatto di queste parole la propria guida nella vita di tutti i giorni: tra questi, Davide Salluzzo, di Libera Vigevano che a si occupa di mafia e criminalità organizzata, e Iole Barettoni, dell’associazione Oltremare, che segue e aiuta i rapporti con gli stranieri, ma anche un magistrato del tribunale di Milano, Annalisa Pelucchi, che ha raccontato alcune sue esperienze. La mattina della domenica tutti i capi scout hanno partecipato alla celebrazione eucaristica presieduta dal nuovo vescovo di Vigevano, monsignor Vincenzo Di Mauro. Per gli organizzatori un bilancio positivo sia in termini di presenze, sia in termini di contenuti delle due giornate.
Simona Marchetti

Incontro regionale capi scout A.G.E.S.C.I. – Vigevano 26 e 27 marzo 2011

giovedì 21 aprile 2011

L'esperienza scout

Lo scoutismo è fatto anche di una serie di cose apparentemente "inutili”.

Saper fare un nodo o una legatura, lanciare il grande urlo, accendere un fuoco sotto la pioggia, seguire una traccia, sono cose che - probabilmente - non hanno alcuna utilità nella vita di tutti i giorni.

Che senso ha allora saperle fare, farle bene e saperle far fare?

Tutto sta nel capire cosa unisce l’attività (fare una legatura, accendere un fuoco…) al progetto "auto-educativo" che sta dietro tutto questo.

Nello scoutismo i gesti, le attività, gli esercizi che si fanno assumono un preciso significato solo in relazione al contesto in cui il tutto accade.

Tutte queste cose “inutili” acquistano un significato particolare.

Sono metafore che danno un significato preciso al gesto e all'esperienza, che - vissuta con la giusta intensità - consentono all'auto-educazione di concretizzarsi.

I ragazzi si saranno auto-educati a manifestare le loro qualità, utili anche al di fuori dell’ambiente scout.

Nella vita di tutti i giorni ognuno deve esprimere la propria competenza, il proprio impegno e il proprio spirito di avventura e di adattamento. Solo facendo bene queste cose “inutili” i ragazzi sono portati al senso estetico del “saper far bene” una qualsiasi cosa, al mettere attenzione a ciò che si fa, dando così il giusto valore alle cose ed alle esperienze fatte.

Tutte queste cose “inutili” sono quelle dove l’uomo si riconosce veramente, dove l’uomo scopre se stesso, la sua autenticità più intima.

Queste caratteristiche sono identificate in una particolare esperienza, in un  modo particolare di stare insieme.

Lo scoutismo spinge alla ricerca, attraverso gli insegnamenti che si apprendono tramite l’esperienza personale, del “bene” che non sempre è comodamente identificabile nella realtà che ci circonda.

il Parco Nuovi Nati di Mede ora diventato Parco Baden Powell.

venerdì 8 aprile 2011

La Propaganda e la Paura

Caro Enrico M. ti scrivo. Questa è la mia risposta al tuo recente commento.

La tua riflessione sulle "moderne tecnologie" digitali si basa sul fatto che sia possibile effettuare dei montaggi audio-video artefatti, forse anche più sofisticati del semplice "taglia e incolla".

Hai ragione.

E' vero che si può far dire a chiunque cose mai dette e forse mai nemmeno pensate. Sono molti i casi in cui questo tipo di manipolazione é stato utilizzato. Questa tecnica esiste da quando è nata la cinematografia e attualmente viene usata anche in televisione. La propaganda o la denigrazione di partiti politici può essere fatta anche usando questi artifici. Molti regimi usano ed hanno usato questo metodo. Si è potuto assistere alle cose più impensabili che avevano lo scopo di condizionare il popolo.

La storia ci racconta che, circa novant'anni or sono, l'Italia era all'avanguardia in questo campo. Fu addirittura creato un ente pubblico: l'istituto L.U.C.E. che, con film e documentari molte volte costruiti ad arte, contribuì a indottrinare il popolo italiano durante l'epoca fascista.


RAI - La Grande Storia (puntata del 4 giugno 2010)
(il video completo è sul sito RAI)

Ma questa è un'altra storia ed ho la sensazione di aver divagato un po' sul tema che hai messo in evidenza. Forse a questo punto è meglio che ci si fermi a riflettere su quello che ci riguarda più da vicino.

Non mi sembra che l'attuale situazione "politica" e sociale a Certosa di Pavia possa farci temere che oscuri "sconosciuti" stiano tramando per fare quello che sostieni.

Perchè questa paura? Chi sono questi loschi figuri che vedi aggirarsi tra di noi? Se anche ci fossero e cercassero di fare quello che pensi, credi che possano veramente manipolare la realtà come sostieni?